Otra buena crítica de Wlodek Goldkorn en Italia

L’espresso – di Wlodek Goldkorn – 06.04.2012

Una vita sulle barricate

Una «capitana», una comandante di un battaglione che nella guerra di Spagna si batteva per salvare la Repubblica dai fascisti, ma anche per riscattare la dignità dei più umili; e per mettere in atto (bisogna usare parole fuori moda) la rivoluzione socialista. È Micaela Etchébehère, detta Mika, la protagonista di «La miliziana»(Guanda, traduzione di Roberta Bovaia pp. 318, E 18,50), stupendo romanzo dell’argentina Elsa Osorio. L’autrice la conoscevamo grazie a «I vent’anni di Luz», un toccante racconto sui figli dei desaparecidos. Ora, con «La miliziana«, la scrittrice ricostruisce, usando la tecnica del romanzo, la vita (ignorata dai più) di una delle più intriganti protagoniste del secolo scorso.

Argentina di origini ebreo-russe, Mika decide di dedicare la vita alla «causa del proletariato». L’impegno politico si intreccia con una travolgente storia d’amore con Hipólito, suo compagno e marito. Anzi, non c’è rivoluzione senza amore né amore senza rivoluzione. Poliglotti, cosmopoliti, i due emigrano in Europa, a Berlino. Nemici di Stalin da sinistra, assistono alla sconfitta del Partito comunista tedesco e all’ascesa dei nazisti. Si spostano a Parigi. Da lì raggiungono la Spagna in guerra. Si uniscono ai battaglioni del Poum, una formazione di sinistra radicale. Hipólito cade in battaglia. Mika prende il suo posto. Grazie al suo eroismo, ma anche al buon senso e semplice bontà, diventa una leggenda tra i combattenti. Poi, arrivano i sovietici. Ufficialmente per aiutare la Repubblica. In realtà – e Osorio lo racconta con levità da romanziera – il loro vero nemico non sono i fascisti, ma coloro che non accettano la dittatura perché vogliono la libertà: gli anarchici e i militanti del Poum, incarcerati e fucilati.

Mika ha la vita salva per miracolo. Tornerà sulle barricate, da anziana signora, nel maggio ’68 a Parigi. Sette anni dopo, a 73 anni, riprenderà un’altra storia d’amore, iniziata con troppa timidezza in un hotel di Madrid.

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