Futura News (Italia)|Luis Sepúlveda: “Noi scrittori siamo vigilanti della memoria storica”|Romolo Tosiani

Por 20 mayo, 2017Doppio Fondo, Stampa

Luis Sepúlveda: “Noi scrittori siamo vigilanti della memoria storica”

La letteratura come strumento della memoria. L’ultimo libro di Elsa Osorio, “Doppio fondo”presentato al Salone del Libro insieme a Luis Sepúlveda,è un’altra tappa di un lungo impegno. Le dittature sudamericane sono figlie del 1973, con la caduta di Allende e l’instaurazione della dittatura di Pinochet. Osorio mette in scena con le parole la lotta interna al peronismo, con destra e sinistra che si combattono.

Raccontare il passato dei regimi del Cono Sur (Cile, Argentina e Uruguay) è sempre più complesso, perché ci sono sempre meno testimoni. L’epoca della dittatura di Videla ha posto un popolo intero davanti a un conflitto morale: chi confessa sotto tortura è un traditore? Si può fingere di cedere per salvare la propria vita? Non è facile marchiare come traditore chi si è salvato con i mezzi più fantasiosi, anche perchè senza sopravvissuti non ci sarebbero stati processi.

Luis Sepúlveda, scrittore e memoria vivente dell’America Latina, ha commentato: “Nella storia dei nostri Paesi, molti scrittori hanno assunto la carica di cronisti della storia non ufficiale, combattendo le leggi per l’amnistia. Siamo stati dei vigilanti della memoria, senza sacrificare la qualità letteraria che è necessaria per scrivere un buon libro”.

Il volume racconta la difficile situazione di una donna, personaggio di finzione costruito in base alle tante storie delle sopravvissute solo grazie a relazioni con i torturatori. Una situazione molto lontana dalla sindrome di Stoccolma. I tre personaggi che trovano la donna morta sulle spiagge bretoni all’inizio del romanzo, sono un omaggio ai tanti lettori di Paesi lontani che si sono impegnati per aiutare durante il dramma dei desaparecidos.

L’autrice di Buenos Aires ha concluso l’incontro con una presa di posizione netta: “Come argentina sono orgogliosa che molti colpevoli di violazioni dei diritti umani siano in carcere. Ni olvido, ni perdónsólo justicia”. Né oblio, né perdono, soltanto giustizia.