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Por 30 junio, 2017Doppio Fondo, Stampa

Doppio Fondo

Recensione di Sara Ferri 

Il cadavere di una donna viene rinvenuto sulle sponde del lago di Turballe, in Bretagna. Sul luogo sopraggiunge la giovane giornalista Muriel Le Bris. Tutto lascia pensare che la vittima si sia suicidata, ma alcuni dettagli e l’intuito della giovane protagonista riveleranno una realtà ben più macabra. Dalla Francia dei giorni nostri si verrà proiettati nell’Argentina di fine anni settanta inseguendo le orme dei ribelli e l’ombra dei desaparecidos.

Elsa Osorio, nel suo “Doppio fondo”, ci trasporta in un altro tempo e in un altro spazio. Quello dell’Argentina dei mondiali di calcio, del tango, ma anche della dittatura militare. La storia sobbalza dalla Francia odierna (2004) all’Argentina di ieri (fine anni ‘70) in un alternarsi di colpi di scena.

Viene ritrovato il cadavere di una donna: inizialmente sembra essere un semplice suicidio, ma poi, durante lo svolgimento delle indagini, si rivela un caso difficile da risolvere. La soluzione a questa morte porta con sé risvolti inquietanti e la giovane giornalista Muriel, si ritrova, suo malgrado, ad inseguire le tracce del passato torbido e macabro della vittima.

Una lettura, quella della Osorio, non facile. Doppio Fondo, non è il libro “facile e veloce” da portare sotto l’ombrellone, bensì un romanzo emotivo, doloroso ed emozionante.

Piccolo appunto alla scrittrice: è accattivante l’alternarsi dei momenti storici, ma, a volte, i dialoghi e i fatti sono raccontati in un susseguirsi troppo rapido di sequenze che può portare il lettore alla confusione.

Tuttavia, alla conclusione di questo libro, non si può fare altro che rimanere piacevolmente colpiti dalla sua trama, che offre, inoltre, uno spunto per meditare su eventi tanti dolorosi, quanto facilmente ripetibili.

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