la Repubblica (Italia)|Cry for me, Argentina la dittatura e i segreti dei desaparecidos|Susanna Nirestein

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Cry for me, Argentina la dittatura e i segreti dei desaparecidos

Nel romanzo “Doppio fondo” di Elsa Osorio il mistero di una militante e il ritorno dei fantasmi

È la paura la fonte viva della scrittura di Elsa Osorio. Anche se negli anni della dittatura argentina, dal 1976 al 1983, non ha vissuto in prima persona lʼorrore dei centri di tortura che la giunta militare aveva nascosto in decine di caserme e garage, è stata perseguitata dal panico di finirci dentro. Come raccontò in unʼintervista, ripuliva la casa di continuo con lʼincubo di una perquisizione. “Qualsiasi cosa avessero trovato potev essere un elemento di accusa” perchè loro cervavano niente e tutto, per tenerti sul filo del rasolo e metterti le manette alle mani e ai piedi. Una volta ad esempio fu bloccata allʼaeroporto perchè aveva nella borsa un libro di Tolstoj, un russo, “un grave motivo di allarme dunque”.

Dal 2000 ha trovato la forza di dar voce al disgusto, alla memoria di quellʼabominio che ha mietuto trentamila vittime, e combattere lʼobblio. Ora, a 62 anni, continua a farlo, con la stessa convinzione, la stessa capacità di costruire romanzi mozzafiato, veri e propri noir che ti tirano dentro esattamente come fece il suo primo grande successo, I ventʼanni di Luz. Era la storia di una bambina adottata e cresciuta in una famiglia di militari dopo lʼuccisione della madre rivoluzionaria -una prassi consolidata nel regime, tenere in vita le donne gravide, assassinarle dopo il parto, adottarne i figli. Ora Osorio riprende il filo. E con Doppio fondo (Guanda) ci porta tra i desaparecidos e i torturatori che li acchiappavano, li spremevano e li facevano fuori, buttandoli da un aereo in mezzo al mare.

Qui la fine è nota a pagina 11. Siamo nel 2004, e il corpo della sessantenne Marie Le Boullec, franco-argentina, viene trovato dai pescatori di Turballe, costa francese, vicino a Saint Nazaire. Nel breve capitolo precedente abbiamo letto parte di una missiva spedita da una donna a un figlio che ha abbandonato da bambino. Cerca di spiegargli come è stato possibile, e allora racconta lʼamore, la nascita, un altro amore, la militanza politica nelle Fuerzas Armadas Revolucionarias e i Montoneros, un appuntamento maledetto, la cattura nel 1976 insieme al piccolo, la detenzione allʼEsma, lʼEscuela de Mecánica de la Armada, un carcere clandestino poi tristemente noto per le torture e le morti, il massacro del suo corpo e della mente. Infine lʼofferta di avere salva la vita sua e quella del bambino di tre anni cosegnandolo al padre in Olanda, se avesse collaborato.

Noi sappiamo, quella donna riaffiorata in Francia probabilmente è lei, la desaparecida della lettera al figlio, ma gli inquirenti no, e poi siamo nel 2004, in Francia. Che cosa cʼentra un volo della morte nel terzo millenio? E poi chi lʼavrebbe uccisa, un generale redivivo? È più facile che si sia suicidata dopo la morte del marito, per depressione dicono le autorità. Eppure Fouquet, lʼispettore incaricato in vida di pensionamento, ha lʼetà giusta per mettere insieme lʼArgentina e un corpo caduto in acque e poi affogato con delle tracce di Pentothal nel sangue e le ossa soezzate nei punti giusti per essere caduto dallʼalto, da molto in alto. Con lui, una giovane giornalista. Le prove e i salti nel passato si srotolano e si riarrotolano. La Osorio procede spedita, ogni manciata di pagine una svolta che chiede e fornisce una nuova risposta. Una scelta narrativa che dà forza alla memoria e ci tira dentro come una spirale al cui apice esiste comunque un futuro possibile.

Blog: ThrillerNord (Italia)|Intervista a ELSA OSORIO|Sara Ferri

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A tu per tu con l’autore

A tu per tu incontra Elsa Osorio, scrittrice e sceneggiatrice argentina, che spesso nei suoi romanzi si è fatta portatrice di tematiche di denuncia sociale. Ci ha parlato anche del suo ultimo libro “Doppio Fondo”, che ci riporta ai tempi della dittatura, con il delicato caso dei Desaparecidos.

1) Lei che è Argentina conosce meglio di chiunque altro il suo paese e quindi anche i fatti di cui parla nei suoi romanzi. Ha vissuto in prima persona i fatti di cui parla nel suo romanzo?

Io ho vissuto nell’epoca della dittatura, cha ha spaccato in due le nostre vite. I personaggi principali del mio romanzo sono inventati, poteri dire che sono il risultato di un miscuglio  di varie persone, che però corrispondono a circostanze e fatti storici. Alcuni di questi, sono esistiti davvero durante il periodo della dittatura, alcuni sono ancora vivi e si trovano in prigione, altri sono morti. Il campo di prigionia cladestino ESMA (Escuela de mecánica de la Armada, uno dei maggiori centri di detenzione per gli oppositori del regime)  esisteva veramente de era così come lo racconto nel libro, sono veritieri anche il Centro Pilota di Parigi, l’assasinio della commissione culturale dell’amabasciata argentina in Francia e i legami di Massera con la loggia Propaganda Due (loggia massonica con intenti golpisti e anticomunisti).  Che poi Massera (Emilio Eduardo Massera capo della marina militare), dopo aver eliminato migliaia di Montoneri (appartenenti al movimento Peronista Montonero nato per contrastare la repressione esercitata dal governo militare, auspicando il ritorno di Perón) ne abbia accolti alcuni nella sua campagna elettorale e che la Propaganda Due abbia aperto molte porte ai dittatori, che il falso documento di  Licio Gelli (fondatore del P2, in stretti rapporti con Massera, sembra abbia vuto un passaporto diplomatico per l’Argentina) se lo produssero all’interno dell’ESMA, può sembrare finzione ma purtroppo è la realtà.

1) Siendo de Argentina, Usted conoce mejor que nadie su país y por lo tanto los hechos narrados en sus novelas. Los ha vivido en persona?

Yo he vivido la época de la dictadura, que nos ha partido en dos la vida. Los personajes principales de mi novela son ficticios,  podría decir que son una composición, una mezcla de varias personas, pero responden a circunstancias y hechos históricos. Varios de los personajes de la novela, en el período de la dictadura, existieron, algunos aun viven y están en prisión,  otros ya han muerto. El campo de detención clandestino ESMA existió y con las características que yo cuento en la novela, son verdaderos el Centro Piloto París, el asesinato de la agregada cultural de la embajada argentina en Francia, las conexiones de Massera con la logia Propaganda DUE- .  Que Massera, el jefe de la Marina, después de haber eliminado miles de montoneros, haya incorporado a algunos a su campaña política y que Propaganda Due haya abierto muchas puertas a los dictadores, que el documento falso de Licio Gelli se lo hicieron en la ESMA, parece ficción pero es realidad.

2) Desaparecidos sono un brutto risvolto dell’Argentina. Si è dovuta scontrare con la parte politica del suo paese per poter pubblicare il suo libro?

Ho avuto dei problemi con il mio romanzo. “I vent’anni di Luz” ad esempio  racconta la ricerca d’identità di  una giovane donna nata in prigione durante la dittatura. Vedremo poi cosa accadrà, sebbene ormai siano altri tempi, suppongo che a qualcuno non piacerà ciò che ho scritto, ma quello che penso non è certo un mistero.

2) Los desaparecidos son una situación lamentable en Argentina. ¿Se debió enfrentar con la parte política de su país para poder publicar su libro?

Tuve problemas con mi novela, A veinte años, Luz (que cuenta la b´squeda de identidad de una joven nacida en cautiverio durante la dictadura) Veremos qué sucede con ésta pero los tiempos son otros, supongo que a algunos no les gustará pero  no es un misterio lo que yo pienso

3) Possiamo considerare Doppio Fondo un romanzo “inchiesta” che funga anche da accusa per i fatti che vi sono narrati. Si sente portavoce di questo progetto di denuncia?

Si, è un romanzo con una grande componente investigativa. I miei libri hanno sempre un obiettivo letterario, nascono dall’urgenza di raccontare una storia. La scrittura è un piacere ma è anche anche uno strumento di lotta.

3) Podemos considerar Doppio Fondo una novela “investigación” que también actúa como acusación sobre los hechos narrados. Se considera portavoz de este proyecto de denuncia?

Sí, es una novela que tiene mucha investigación. El objetivo de mis libros es siempre literario, surge de la necesidad de contar una historia. La escritura es un placer pero también un arma de lucha.

4) Da cosa nasce il titolo?

La protagonista ha molti segreti, conduce una doppia vita, un doppio fondo. Il fondo però evoca anche il fondo del mare in cui venivano gettati i prigionieri. I personaggi della parte contemporanea, scopriranno e riveleranno questo doppio fondo anche nell’omicidio della dottoressa Le Boullec (la donna trovata cadavere all’inizio del libro).

4) De donde nace el titulo de su libro?

Hay en la protagonista muchos secretos, una doble vida, un doble fondo. Y fondo evoca también el fondo del mar donde tiraban a los detenidos. Los personajes del presente, van a descubrir y develar ese doble fondo en el crimen de la doctora Le Boullec.

5) Quanto c’è di Elsa Osorio in Doppio Fondo?

Un autore non può non ritrovarsi in quello che scrive, anche se poi la sua vita non è come quella dei suoi personaggi. La storia che racconto non è la mia, ma mi sento molto coinvolta.

5) Cuanto hay de Elsa Osorio en Doppio Fondo?

Un autor no puede dejar de estar en lo que escribe, aunque su vida no sea como la de sus personajes. La historia que cuento no es la mía, pero me siento implicada en ella.

6) Ha mai letto thriller nordici? Se si, quali sono i suoi autori preferiti?

Si, adoro l’islandese Arnaldur Indridason, che ho letto in francese.  Un autore che riesce ad unire abilmente la parte storica-ideologica con la componete umana, senza perdere mai le redini dell’intrigo . Ho letto anche Henning Mankell. Mi interessa uno scrittore che non è nordico ma francese, e che ha uno stile – penso a  “L’Ultimo lappone” che potrebbe sembrare nordico (Olivier Truc).

6) Has leído alguna vez thriller del norte de Europa? Si sí, ¿cuales son tus autores preferidos?

Sí, Me encanta el islandés  Arnaldur Indridason a quien leo en francés. Un autor que logra enlazar con habilidad lo ideológico-histórico con lo humano sin perder nunca las riendas de la intriga. He leído Henning Mankell. Me interesa un autor que no es nórdico sino francés, pero que su literatura – como “El último lapón”-.podría ser nórdica.

A cura di Sara Ferri(Traduzione di Manuela Fontenova)

Blog: ThrillerNord (Italia)|Doppio Fondo|Sara Ferri

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Doppio Fondo

Recensione di Sara Ferri 

Il cadavere di una donna viene rinvenuto sulle sponde del lago di Turballe, in Bretagna. Sul luogo sopraggiunge la giovane giornalista Muriel Le Bris. Tutto lascia pensare che la vittima si sia suicidata, ma alcuni dettagli e l’intuito della giovane protagonista riveleranno una realtà ben più macabra. Dalla Francia dei giorni nostri si verrà proiettati nell’Argentina di fine anni settanta inseguendo le orme dei ribelli e l’ombra dei desaparecidos.

Elsa Osorio, nel suo “Doppio fondo”, ci trasporta in un altro tempo e in un altro spazio. Quello dell’Argentina dei mondiali di calcio, del tango, ma anche della dittatura militare. La storia sobbalza dalla Francia odierna (2004) all’Argentina di ieri (fine anni ‘70) in un alternarsi di colpi di scena.

Viene ritrovato il cadavere di una donna: inizialmente sembra essere un semplice suicidio, ma poi, durante lo svolgimento delle indagini, si rivela un caso difficile da risolvere. La soluzione a questa morte porta con sé risvolti inquietanti e la giovane giornalista Muriel, si ritrova, suo malgrado, ad inseguire le tracce del passato torbido e macabro della vittima.

Una lettura, quella della Osorio, non facile. Doppio Fondo, non è il libro “facile e veloce” da portare sotto l’ombrellone, bensì un romanzo emotivo, doloroso ed emozionante.

Piccolo appunto alla scrittrice: è accattivante l’alternarsi dei momenti storici, ma, a volte, i dialoghi e i fatti sono raccontati in un susseguirsi troppo rapido di sequenze che può portare il lettore alla confusione.

Tuttavia, alla conclusione di questo libro, non si può fare altro che rimanere piacevolmente colpiti dalla sua trama, che offre, inoltre, uno spunto per meditare su eventi tanti dolorosi, quanto facilmente ripetibili.

Rai Cultura (Italia)| Elsa Osorio: l’altra vita di Juana

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Elsa Osorio: l`altra vita di Juana

Elsa Osorio torna ad occuparsi di desaparecidos e lo fa in un appassionante romanzo, Doppio fondo, che esce da Guanda nella traduzione di Roberta Bovaia e Marco Amerighi. La lettera di una madre al figlio: Juana racconta a Matías la sua vita e i motivi per cui lui è dovuto crescere senza di lei. Il cadavere di una dottoressa ritrovato a Turballe in Francia; una giovane giornalista, Muriel, che non crede alla teoria del suicidio e con l’aiuto di un’amica della donna e di un giovane indaga sull’identità della misteriosa Marie. Muovendosi tra la Francia del 2004 e l’Argentina del 1977, Osorio delinea una figura femminile piena di fascino e di contraddizioni. Per salvare il suo bambino di tre anni, catturato insieme a lei, Juana cede al suo torturatore Raúl, diventa la sua amante e si presta a collaborare con i suoi nemici in una missione parigina. In treno conosce Yves, un fotografo di cui s’innamora e con il quale, dopo infinite peripezie, riesce a ricostruirsi una vita in Francia sotto falso nome. Gli intrecci tra la dittatura argentina, la P2 di Licio Gelli e le alte sfere francesi; lo strazio di una madre che si separa dal figlio per garantirgli un futuro; un’attrazione malata e intessuta di violenza psicologica; un grande amore vissuto di nascosto; un finale da brivido: tutto questo è Doppio fondo, un romanzo in cui l’ombra del passato si proietta sul presente raccontandoci cosa ne è nel mondo di oggi degli aguzzini di ieri.

Abbiamo incontrato Elsa Osorio a Torino, in occasione del Salone del libro e Paola Avigdor ci ha fatto da interprete.

Futura News (Italia)|Luis Sepúlveda: “Noi scrittori siamo vigilanti della memoria storica”|Romolo Tosiani

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Luis Sepúlveda: “Noi scrittori siamo vigilanti della memoria storica”

La letteratura come strumento della memoria. L’ultimo libro di Elsa Osorio, “Doppio fondo”presentato al Salone del Libro insieme a Luis Sepúlveda,è un’altra tappa di un lungo impegno. Le dittature sudamericane sono figlie del 1973, con la caduta di Allende e l’instaurazione della dittatura di Pinochet. Osorio mette in scena con le parole la lotta interna al peronismo, con destra e sinistra che si combattono.

Raccontare il passato dei regimi del Cono Sur (Cile, Argentina e Uruguay) è sempre più complesso, perché ci sono sempre meno testimoni. L’epoca della dittatura di Videla ha posto un popolo intero davanti a un conflitto morale: chi confessa sotto tortura è un traditore? Si può fingere di cedere per salvare la propria vita? Non è facile marchiare come traditore chi si è salvato con i mezzi più fantasiosi, anche perchè senza sopravvissuti non ci sarebbero stati processi.

Luis Sepúlveda, scrittore e memoria vivente dell’America Latina, ha commentato: “Nella storia dei nostri Paesi, molti scrittori hanno assunto la carica di cronisti della storia non ufficiale, combattendo le leggi per l’amnistia. Siamo stati dei vigilanti della memoria, senza sacrificare la qualità letteraria che è necessaria per scrivere un buon libro”.

Il volume racconta la difficile situazione di una donna, personaggio di finzione costruito in base alle tante storie delle sopravvissute solo grazie a relazioni con i torturatori. Una situazione molto lontana dalla sindrome di Stoccolma. I tre personaggi che trovano la donna morta sulle spiagge bretoni all’inizio del romanzo, sono un omaggio ai tanti lettori di Paesi lontani che si sono impegnati per aiutare durante il dramma dei desaparecidos.

L’autrice di Buenos Aires ha concluso l’incontro con una presa di posizione netta: “Come argentina sono orgogliosa che molti colpevoli di violazioni dei diritti umani siano in carcere. Ni olvido, ni perdónsólo justicia”. Né oblio, né perdono, soltanto giustizia.